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Lights, after the thaw

Double concerto for viola, clarinet and strings

Duration: 25 min
Instrumentation: Clarinet in A solo. Viola sola. String orchestra
Publisher: Ricordi

World Premiere: 27 March 2017
Genova, Teatro Carlo Felice.
Dimitri Ashkenazy, clarinet; Ada Meinich, viola,
I Solisti Aquilani.
Vladimir Ashkenazy, conductor.

Sul disvelamento. Così, una conversazione che parte carezzevole, da lontano, delicatamente, affronta un argomento (forse l’Argomento) in un sapiente – soprattutto nella gestione dei volumi – scambio di informazioni acustiche tra la viola e il clarinetto, i due protagonisti del dialogo e il resto dell’orchestra. I quattro movimenti di Lights, after the thaw, sono un processo, un percorso di rivelazione (emblematico il titolo del secondo movimento: «It was thaw and little by little gold», era il disgelo e a poco a poco, l’oro) che si svolge in un aumento dell’interazione melodica, armonica e ritmica, tenendo fermo il carattere – cioè il timbro – di ciascun conversatore. Le espressioni distese, qualche strappo (i vari sforzato che si alternano ai pianissimo), il contraltare solitario a tutti gli archi – ossia il clarinetto, anch’esso, come la viola, dal registro intermedio capace di cantare (e quindi di dire) praticamente tutto… La studiatissima scelta dei comportamenti degli strumenti si traduce in un manuale di etica musicale: sovente, nella tacita asserzione «ora parlo io», la soglia di attenzione è rappresentata da una nota tenuta, il bordone di chi ascolta.
Il rovesciamento linguistico del dialogo e del monologo, cioè del parlare, è perfettamente incarnato nella scelta di fare un uso della voce umana - femminile, nella composizione di Francesco Antonioni - che è prevalentemente a-semantica, cioè vocalizza (solo a un certo punto pronuncia: «se mi guardi…», ma poi, quasi incomprensibile, si confonde con clarinetto, come se il corpo verbale si disciogliesse – appunto – in un più ampio e primigenio grembo puramente sonoro), e lascia invece esprimere i significati più profondi a chi può effettivamente emettere solo il suono.
È dunque, sul finale, più evidente che lo scopo è l’incontro: «il mio fiume corre verso di te», è l’incipit poetico che ispira l’ultimo movimento, uno scorrere propriamente fluviale, ormai spianato verso una luce fortissima, verso l’aperto, con la forza propulsiva della comprensione.

© Federico Capitoni

27 March 2017
Genova, Teatro Carlo Felice. [WP]
Dimitri Ashkenazy, clarinet; Ada Meinich, viola,
I Solisti Aquilani.
Vladimir Ashkenazy, conductor.

28 March 2017
L’Aquila, Auditorium.
Dimitri Ashkenazy, clarinet; Ada Meinich, viola,
I Solisti Aquilani.
Vladimir Ashkenazy, conductor.